Heracles: la palestra che non fa a pugni con la cultura

“Fare a pugni” e “via Padova” se fossero gli indizi di una frase da completare, istintivamente farebbero pensare a una rissa nel cosiddetto Bronx di Milano e alle innumerevoli problematiche che hanno reso famosa la via: violenza, scontro, mancanza di dialogo e relazione.
Eppure, al civico 21 di via Padova sì, si fa a pugni… ma in una palestra in cui risuona Beethoven. in cui la boxe diventa pretesto e occasione di incontro, di socialità. Dove si cresce, insieme, nel corpo e nella mente, all’ombra di un giglio.
Siamo a Heracles, la palestra o, meglio, il Gymnasium che non fa a pugni con la cultura.

Volevo creare un posto in cui i ragazzi potessero fare sport, ma che allo stesso tempo non spegnesse tutte le loro altre passioni; un posto che li aiutasse a mantenere viva la loro curiosità e li accompagnasse nella loro crescita, non solo sportiva, ma come individui. Per quanto positiva, la scelta di intraprendere un’attività sportiva diventa spesso totalizzante e si rischia di tralasciare la cultura, l’arte, la musica, tutti interessi che, al contrario di quanto si possa pensare, si possono concilire con lo sport così come era concepito nelle palestre dell’antichità classica. L’idea di separare la cultura e la cura del fisico è moderna. In passato le palestre erano anche luogo di discussioni, di dibattito, di studio… ed è questo che abbiamo cercato di ricreare qui.”
Così Renato De Donato, 30 anni, racconta l’idea che lo ha portato a fondare un anno fa Heracles, la prima palestra che oltre al fisico aiuta a scolpire la mente attraverso letture, musica, poesia. In una vecchia fabbrica abbandonata di via Padova 21, show room televisivo della Mercurio Cinematografica negli anni ’80, Renato e suoi due soci – il rugbista argentino Pablo Perata e il pugile Riccardo Pintaudi – sono riusciti a unire mondi apparentemente opposti: guantoni da boxe e libri, strumenti musicali e sacchi da pugilato, divani da conversazione e pesi per allenamento.
Il nome stesso della palestra richiama l’arte, la cultura classica. “L’idea mi è venuta dopo aver visto il quadro “l’origine della Via Lattea” di Tintoretto, legata al mito di Ercole e della sua forza divina. Ercole era un ponte tra uomini e dei. Un uomo con capacità straordinarie: la forza, prima di tutto, ma anche l’intelligenza. Inoltre Ercole è il protettore dei pugili e dal latte di Era, che lo ha nutrito, nacque il giglio, un fiore bellissimo e nobile, ma allo stesso tempo incredibilmente resistente. È così che è nato il nome della palestra e il suo simbolo, il giglio, appunto”.

Renato De Donato

Renato è un pugile da 13 anni, da quando era appena diciassettenne. “Come sono diventato pugile?” racconta, “Cercando di colmare un vuoto, una mancanza di obiettivi e di valori solidi. Mi sono avvicinato per caso a questo sport, iscrivendomi a una palestra di fitness e dopo sei mesi già combattevo”.
Renato il chirurgo (come viene chiamato dai suoi fan) è stato campione italiano dei superleggeri ben tre volte, e ha già collezionato numerosi riconoscimenti: dalla vittoria dei regionali assoluti al guanto d’oro italiano passando per le selezioni per la nazionale.
Ma accanto a premi e coppe Renato ha appeso al muro della sua vita anche il diploma di liceo artistico, una laurea in scienze motorie (110 e lode), e infiniti interessi.
“Non sono un intellettuale, sono solo curioso. Ho studiato semplicemente per avere qualcosa in mano, non tanto per amore della cultura. Quello è sbocciato poi, grazie ad alcuni incontri che mi hanno aperto la testa, che mi hanno fatto capire che il pugilato non era tutto e che mi hanno portato fino a qua. Cosi ho imparato a suonare la chitarra e ora sto studiando pianoforte. Mi sono appena iscritto a Filosofia…”

L’atmosfera di Heracles

Con pareti di mattoni a vista e stampe ingiallite di pugili degli anni ‘60, l’atmosfera di Heracles richiama quella delle palestre di periferia dei film newyorkesi ma Heracles non è solo questo. Perché i trofei sono accanto a libri di filosofia, lo spogliatoio è “dopo il pianoforte” e su un tavolo spunta una scacchiera.

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“L’ambiente è unico perché lo abbiamo costruito piano piano, con quello che trovavamo o che avevamo in casa. Non sarebbe replicabile e quello che ci piace è che è in continuo movimento, cresce con noi” continua Renato. “La libreria e il pianoforte suggeriscono l’idea che sta alla base del nostro progetto: creare un ambiente in cui si possa dialogare, interagire, farsi domande. Esattamente il contrario delle palestre di fitness”.
Il risultato? Rugbisti che suonano e pugili che studiano libri di filosofia, ma anche intellettuali che, abbandonate le carte, si avvicinano allo sport in un ambiente affascinante e culturalmente stimolante. “Cultura e sudore, spirito e fatica, eventi e relax. A noi piace così, perché crediamo che una palestra non sia un luogo solo di edonismo o allenamento fisico ma di benessere globale, della persona e del gruppo. E se in questo primo anno abbiamo organizzato serate private, presto vorremmo iniziare con eventi pubblici”.

Ginnastica funzionale

Heracles, oltre ad essere una palestra per la boxe con corsi per adulti e bambini, è il luogo ideale per chi cerca un luogo dove allenarsi per il proprio benessere. La disciplina scelta da Heracles è la ginnastica funzionale che si basa sull’idea che l’attività fisica debba migliorare le capacità della persona di eseguire i movimenti che svolge abitualmente nella sua quotidianità.
Non vengono utilizzati macchinari, si tratta di esercizi seguiti da Renato e dagli altri trainer della palestra con l’obiettivo di migliorare la forza, potenza, velocità, resistenza, coordinazione, agilità, equilibrio.

Via Padova secondo Renato De Donato

La palestra – che è arrivata oggi a 140 iscritti – è nel cuore di via Padova, un quartiere che, dietro alla cronaca dei giornali, nasconde sempre qualche sorpresa, qualche progetto, qualche luogo unico a Milano. Un quartiere in cui Renato è cresciuto e che conosce bene in ogni sua sfaccettatura: “Via Padova è un quartiere incredibile. Ci abitavo, ci sono andato a scuola e l’ho sempre frequentato. Via Padova non è solo delinquenza, come ci raccontano. Le zone più “calde” le conoscono tutti, ma nessuno è interessato ad intervenire, a creare un vero percorso di integrazione e riqualificazione. Via Padova è però anche ricca di progetti, di idee, di scambi. Sono contento di aver avviato la palestra qui, anche se la maggior parte dei pugili iscritti non vengono da questa zona. Il pugilato è uno sport che richiede costanza, tempo, risorse e chi è in difficoltà non ha, purtroppo, i mezzi per poterlo praticare. La storia dei pugili che vengono dalla strada è spesso una leggenda, se si tolgono alcuni casi più unici che rari, come Tyson. La maggior parte delle palestre di pugilato, qui come a New York, è frequentata da persone che partono già da una condizione agiata, e che quindi possono dedicare tempo e risorse a questo sport”.

Prima di uscire dalla palestra Renato ci porta su retro: “Guardate” – ci dice indicando un giglio – “è spuntato un giglio, da solo… speriamo che sia un buon segno!”

Per scoprire di più della storia e della filosofia di Heracles: www.heraclesgym.com

redazione

Ilaria Brusadelli & Marco Besana

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Una risposta

  1. 19 Gennaio 2021

    […] episodio uscito: si chiama “Renato fa a pugni” e è una coinvolgente chiacchierata con Renato De Donato sul pugilato, la pedagogia sportiva e la filosofia. Nei venticinque minuti dell’episodio si […]