TAC: Teatro a chiamata in via Padova

L’appuntamento è alle 17. Alle 16.50 esco di corsa di casa, tra i buoni propositi dell’anno c’è di non arrivare in ritardo… cerco il numero 136 di via Padova ed eccomi alle 16.53 davanti a un condominio…. Sono un po’ perplessa, per quanto abbia da tempo imparato che un teatro non è necessariamente tende di velluto e poltroncine rosse. Ma ecco lì, stranamente per via Padova, mischiato a tanti cognomi italiani, il campanello che cerco: TAC. E allora realizzo che ho un teatro a 3 minuti a piedi da casa… un’altra gioia di vivere in via Padova.

Ad attendermi trovo Ornella Bonventre, regista, attrice e drammaturga che ha fondato la compagnia Tac teatro (teatro a chiamata) nel 2014 e subito è evidente una frase della sua biografia: “morirà il giorno in cui, priva di entusiasmo, si accorgerà di non essere più viva, ma sarà difficile”.

Mi accoglie in una sala-cucina dove per quasi tre ore chiacchiereremo di teatro, di via Padova e di teatro in via Padova. Siamo in uno degli spazi della nuova casa di Tac, associazione teatrale che ha come prima base di produzione l’Arci di Turro, in cui si uniscono persone competenze diverse,  unite da una vocazione prettamente sociale.  Per i primi due anni la compagnia gira in Italia e all’estero con i propri spettacoli e si occupa di formazione in particolare con persone in difficoltà, lavora anche a stretto contatto con il municipio di zona 2.

L’Attività di TAC teatro

tac_teatro_via_padova_milano “Tac è l’acronimo di Teatro A Chiamata – ci spiega Ornella – e si riferisce a quella vocazione che chiama ogni attore… Se non ci fosse quella chiamata a cui non riesci a dire di no beh, non ci sarebbero molte altre ragioni per cui lavorare nel teatro… di certo non è per diventare ricchi o tantomeno per avere un posto di lavoro stabile e tranquillo. Per quanto mi riguarda la chiamata è arrivata quando avevo 18 anni, nel teatro di Taormina, folgorata da uno stivale rosso con il tacco indossato da un’attrice durante la messa in scena di una tragedia greca”.

Oggi Tac teatro, il cui nucleo centrale è composto da Ornella Bonventre, Marco Nicosia e Tiziana Bianchini, ha produzioni basate sia su proprie ispirazioni artistiche sia su commissioni, legate spesso al lavoro di formazione con tossicodipendenti, donne vittime di violenza e malati di SLA.

Svolgiamo percorsi teatrali e sociali in diverse comunità e associazioni in cui, attraverso l’interazione con lo spazio, l’uso della voce e del corpo, le persone entrano in relazione con se stessi e si allenano a guardare la realtà da diversi punti di vista. Una delle esperienze più inaspettate ed emozionanti che svolgiamo è quella con i malati di Sla e le loro famiglie.
È iniziata per caso, un giorno un malato di Sla mi ha scritto che avrebbe voluto vedere i Monologhi della vagina che metto in scena ma, essendo costretto a letto, gli era impossibile. A quell’epoca quasi non sapevo cosa fosse la Sla, ma sono andata a trovare questa persona e insieme abbiamo deciso di mettere in scena lo spettacolo a casa sua, con amici e famigliari. Ed è stato incredibile sentire la voce elettronica di questa persona dire con noi “fica – fica – fica”. Da lì l’esperienza si è estesa ad altre famiglie colpite da questa difficilissima malattia. I malati scrivevano i testi, i famigliari mettevano in scena lo spettacolo in ogni casa”.

Tac teatro organizza anche corsi per professionisti e per bambini e adulti che si approcciano per la prima volta al teatro e a breve inizierà la sua seconda rassegna teatrale: Giocatebenefratelli

La poetica di TAC teatro

Per Ornella il teatro consente di conservare umanità ed esiste uguale a se stesso da sempre, perché “solo una condizione è imprescindibile: che ci siano, in uno spazio, due persone che hanno voglia di ascoltarsi”.

Elementi ricorrenti delle produzioni di Tac teatro – esclusivamente di drammaturgia contemporanea – sono il teatro fisico, l’improvvisazione e l’uso dello spazio: “Dalla biglietteria al luogo in cui avverrà la performance, tutto e tutti fanno parte dello spettacolo – racconta Ornella – Il nostro è un teatro povero, è l’attore che scrive con il corpo, crea la musica, dà senso ai pochissimi oggetti in scena che non hanno mai un senso semplicemente scenografico. Non abbiamo un palco per una precisa scelta poetica: non ci sono distinzioni tra pubblico e attore perché il teatro si fa insieme”.

tac teatro milano via padova

L’arrivo in via Padova

Negli spazi di Tac sono incluse due sale e un “rifugio degli artisti”: quattro posti letto per artisti in cerca di un alloggio temporaneo o per i collaboratori della compagnia.   “Lo scorso anno abbiamo sentito l’esigenza di dare casa al progetto e grazie ad un’amica abbiamo avuto uno spazio in una ex fabbrica, sempre a Milano, in via Ponte Nuovo. Uno spazio molto interessante dove abbiamo realizzato la nostra prima rassegna teatrale, ma avrebbe avuto bisogno di un grande lavoro di manutenzione. Ed è così che siamo arrivati qui, in questi locali sfitti da anni in via Padova. Stare in via Padova è una figata – dice Ornella scegliendo con cognizione di causa la parola –  il teatro è trasformazione antropologica e qui c’è un materiale infinito.  Credo che Via Padova sia una via estremamente viva, anche se percepisco che ci sono molti conflitti su più livelli… Ho voglia di lavorare con e per il quartiere, per le attività all’aperto abbiamo già immaginato una collaborazione con gli orti di Via Padova. Al momento, sto cercando di coinvolgere il più possibile i condomini dell’edificio, ma non è facile vincere le diffidenze.”

La nuova stagione e i prossimi progetti

Prima di salutarci, Ornella mi anticipa qualche progetto a cui sta lavorando: a breve prenderà il via la seconda edizione della rassegna di Tac teatro “Giocatebenefratelli” che porterà in scena cinque compagnie principalmente milanesi per un mese.  Non solo, con tre amiche – un’avvocato, un’infermiera e una psicologa – Ornella vorrebbe aprire un Punto Donna:  “vorrei fosse uno sportello assistenza dal punto di vista legale, sanitario ma anche un luogo di incontro, un momento conviviale dove le donne possano parlare tra di loro, confrontarsi…  e allora sì che sarebbe utile a tutte le donne, chi non ha almeno un problema a cui trovare una soluzione?”

Non resta che attendere i prossimi appuntamenti (su tacteatro.wordpress.com o sulla pagina Facebook), attraversare via Padova… per andare a Teatro!

IlariaBrusadelli

Giornalista, perché è una buona scusa per conoscere il mondo e fare domande.

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