Via Pontano, Raptuz e la street art

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Il ponte della ferrovia segna il confine. Così ci hanno detto in molti. Al di qua, la zona è abbastanza tranquilla. Oltre il ponte, verso Piazzale Loreto, si entra nella via Padova più vera, più multietnica, più scomoda. Nessuno, però, ci ha mai parlato di cosa accade “lungo” il ponte. Lungo il ponte della ferrovia che taglia in due Via Padova, c’è via Giovanni Pontano.

La si riconosce subito, perché via Pontano è colore. Lungo il muro della ferrovia, un “muro libero” – pronto per essere riempito di vita – si addensano scritte, murales, graffiti che ai molti non dicono nulla. Alcuni fatti da mani esperte, altri semplicemente nati dalla voglia di trasformare un grido in parola scritta, in vernice.

Molti non sanno di via Pontano. Non sanno di quelle firme, ormai coperte dal colore di altri graffiti, di altre tag, che hanno segnato la storia del wrtiting italiano. Firme e pezzi che risalgono alla fine degli anni 80, quando chi dipingeva, a Milano e in Italia, chi dipingeva davvero, poteva contarsi sulle dita di una mano.

Via Pontano – dipinta per la prima volta nel 1987 – è sempre stata la storica Hall of Fame della TDK, una delle più longeve crew di writing italiano.

I primi a colorare il muro della ferrovia sono stati nomi del calibro di Stan, Mac, Rendo, JD, e del celebre Raptuz, vero e proprio punto di riferimento per la storia del writing italiano. Sono loro che, tra la fine degli anni 80 e l’inizio degli anni 90, trasformano via Pontano in una galleria d’arte a cielo aperto, anni luce prima che la street art diventasse di moda.

Oggi molte di quelle opere d’arte sono scomparse ma, nonostante questo, via Pontano continua a conservare il suo fascino si strada-simbolo della street art milanese.

Merito di quei nuovi artisti che, con rispetto, hanno contribuito dare nuova vita al muro della ferrovia; merito delle tracce della “vecchia scuola”, come il ciclo di murales dedicati alla Sturtruppen di Bonvi; merito di chi, pur esponendo ormai in tutto il mondo, via Pontano non l’ha mai dimenticata.

Accade così che, mentre passeggi lungo la via, incontri Raputz arrampicato su una scala che dipinge un’enorme “madunina” tra mille sfaccettature di colore e di luce. Proprio lui, come nei primi anni ’90. Proprio lui, che oggi espone negli Stati Uniti e in tutta Europa. Proprio lui, che da via Pontano e da altre piccole, grigie vie di Milano, è partito e che oggi, oltre a far parte della storica TDK, è membro integrante della crew californiana CBS.

Accade che lo trovi con una bandana in testa, mentre prova le bombole, mentre scherza su Via Padovhub, chiedendo in quale delle mille lingue che si parlano qui, il blog dovrà essere scritto.

IMG_8001Dipingi ormai in tutto il mondo e torni qui. Perché?

C’era l’occasione di girare un videoclip per la marca di spray che rappresento e dal momento che ora il muro di via Pontano è diventato “legale” (se ne sono accorti dopo 30 anni…) mi è sembrata una location perfetta.

Qual è il significato dell’opera che hai appena terminato in via Pontano?

La Madonnina (tutto il muro è dedicato a vari simboli di Milano)… o come un arguto rappresentante delle forze dell’ordine ha commentato passando durante la lavorazione: “minghia….la sctatua della libbertà…un bò asctratta però…” no comment!

Raccontaci di quando e come via Pontano ha smesso di essere grigia e si è riempita di colore

Un’iscrizione rupestre precolombiana (chiedere ai Latin Kings di zona) racconta già di graffiti notati sui muri di via Pontano… ma diciamo che non sono stati accademicamente riconosciuti fino almeno al 1986/87.

Cos’era via Pontano negli anni ’90?

Una figata! Viva e piena di gente, ritrovo di tanti… come del resto tutte le piazze di Milano in quel periodo.

Ricordi il tuo primo pezzo in via Pontano?

Sì… un puppet marcio fatto sotto la pioggia… dedicato a Sten e Mec!

Cosa significa TDK per la storia del writing italiano?

TDK è semplicemente una crew che ha fatto, e continua tutt’ora, a fare storia.

IMG_2854Prima regola del writing: non coprire i pezzi di altri artisti, specie se storici. Oggi, al contrario, i pezzi storici sono ormai completamenti imbrattati. Come vedi le nuove generazioni di writers? Hanno irrimediabilmente distrutto la bellezza di questa via?

In realtà il rispetto dovrebbe essere una regola di vita, non solo del writing… una volta mi arrabbiavo e volavano gli schiaffi (o altro). Ora, dopo l’avvento di internet, non è piu così importante. I pezzi vengono visti lo stesso in tutto il mondo in un attimo, quindi che la gente faccia quello che gli pare, non mi interessa. Agli imbrattatori posso dire solo che a me, in ogni caso, resteranno le foto, ma loro sono e resteranno comunque per sempre dei pirla!

Cosa si dovrebbe fare per salvare via Pontano, e in genere le strade con storiche hall of fame, da chi imbratta? Perché il writing non è ancora entrato tra le forma d’arte degne di tutela?

Non credo che la via sia in pericolo… chi imbratta imbratterà sempre. Il writing è ormai una forma d’arte riconosciuta in tutto il mondo, forse la vera unica arte contemporanea del nostro tempo. Nelle gallerie e nei musei non ci sono problemi, ma sul copyright e la tutela dei muri (soprattutto quelli illegali) la vedo dura, sarà un percorso lungo…

Riqualificare le periferie attraverso la street art. Qual è il ruolo che possono avere le istituzioni in questo processo? Credi siano più aperte rispetto a qualche anno fa verso questa forma d’arte?

Le istituzioni non fanno altro che cavalcare l’onda… ovvio che sono più aperte: per convenienza, e anche perchè ormai non potevano più chiudere gli occhi… basta guardare il resto del mondo.

PH / Marco Besana

 

Marco Besana

Marco Besana, classe 1983. Gran sognatore. Gran viaggiatore. Giornalista perché è più facile raccontare gli altri che se stesso.

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Una risposta

  1. 1 Giugno 2016

    […] h 12.00 /  Via Pontano Nella location storica del graffissimo italiano (Milano, via pontano 43) un evento di riqualificazione artistica che radunerà alcuni tra i migliori Artisti in attività del panorama Internazionale per tutto il week-end. >> Leggi l’intervista che abbiamo fatto a Raptuz in via Pontano […]